Una rassegna dei principali contributi accademici internazionali sul Third-Party Information reporting, il Last Mile Problem dell'IVA e i programmi di incentivo ai consumatori nel contrasto all'evasione fiscale.
Questa pagina raccoglie i principali contributi della letteratura economica internazionale sul problema dell'evasione fiscale nelle transazioni con il consumatore finale. I lavori citati sono stati selezionati per la loro rilevanza rispetto al meccanismo del Third-Party Information reporting e al cosiddetto Last Mile Problem dell'IVA.
Tutti i paper sono accessibili attraverso i link indicati. Le citazioni in lingua originale sono riportate con riferimento alla pagina del paper, seguite dalla traduzione in italiano.
La letteratura accademica italiana sull'evasione fiscale si articola in due filoni principali. Il primo, di natura economico-quantitativa, ha sviluppato modelli di microsimulazione per stimare l'evasione IRPEF per categoria di contribuente utilizzando microdati amministrativi. Il secondo, di natura giuridico-tributaria, analizza il quadro normativo e le proposte di riforma istituzionale.
Entrambi i filoni convergono su un punto documentato: le riforme di tracciabilità introdotte negli ultimi anni hanno prodotto effetti significativi sul gap IVA ma non sul gap IRPEF da lavoro autonomo, che rimane strutturalmente elevato. Il tema del Third-Party Information reporting come framework teorico per interpretare l'evasione nei rapporti B2C non risulta trattato sistematicamente nella letteratura italiana. Il contributo più vicino a questa prospettiva è la nota di policy dell'Osservatorio CPI (Valdes, 2019), che analizza il meccanismo del contrasto di interessi tra compratore e venditore e ne identifica i limiti strutturali negli incentivi lineari per singola transazione.
La letteratura rassegnata in questa pagina identifica con precisione il problema: il meccanismo di Third-Party Information che garantisce compliance quasi totale nelle transazioni tra imprese si rompe all'ultimo anello, dove il consumatore finale non ha incentivi automatici a richiedere la certificazione della transazione. I programmi di incentivo ai consumatori documentati da Naritomi (2019) e sistematizzati nella rassegna di Naritomi et al. (2025) mostrano risultati positivi ma evidenziano un limite condiviso: operando su singola transazione, lasciano sempre aperta la possibilità di collusione attraverso sconti puntuali. Questa rimane, come Naritomi (2019, p. 28) scrive, un'"interesting avenue for future research".
La No Deduction Area, sviluppata indipendentemente da questa letteratura e pubblicata nel 2019, si propone come una possibile risposta a questa domanda aperta — perfettibile e migliorabile. L'ipotesi di fondo è che modificare la struttura temporale del confronto, passando da un incentivo per singola transazione a un meccanismo annuale cumulativo, possa rendere strutturalmente svantaggioso qualsiasi accordo informale puntuale. Se questa ipotesi fosse verificata empiricamente — ad esempio attraverso i modelli di microsimulazione disponibili per l'Italia — potrebbe rappresentare un contributo alla linea di ricerca identificata dalla letteratura internazionale.
La documentazione completa della proposta è disponibile su questo sito. Ogni commento critico, segnalazione di errori o confronto è benvenuto.