Contesto scientifico internazionale

Il problema del Last Mile nella letteratura accademica

Una rassegna dei principali contributi accademici internazionali sul Third-Party Information reporting, il Last Mile Problem dell'IVA e i programmi di incentivo ai consumatori nel contrasto all'evasione fiscale.

Questa pagina raccoglie i principali contributi della letteratura economica internazionale sul problema dell'evasione fiscale nelle transazioni con il consumatore finale. I lavori citati sono stati selezionati per la loro rilevanza rispetto al meccanismo del Third-Party Information reporting e al cosiddetto Last Mile Problem dell'IVA.

Tutti i paper sono accessibili attraverso i link indicati. Le citazioni in lingua originale sono riportate con riferimento alla pagina del paper, seguite dalla traduzione in italiano.

📚 I fondamenti teorici — Third-Party Information
K
Kleven · Knudsen · Kreiner · Pedersen · Saez
LSE — University of Copenhagen — UC Berkeley
Third-Party InformationTax Compliance
«Unwilling or Unable to Cheat? Evidence from a Tax Audit Experiment in Denmark» — Econometrica, 79(3), 651–692, 2011
p. 651 — Abstract "We present evidence from a randomized tax enforcement field experiment in Denmark. We find that the tax evasion rate is very small for income subject to third-party reporting but substantial for self-reported income."
Traduzione "Presentiamo evidenza da un esperimento randomizzato di enforcement fiscale in Danimarca. Troviamo che il tasso di evasione fiscale è molto basso per il reddito soggetto a rendicontazione di terze parti ma sostanziale per il reddito auto-dichiarato."
Rilevanza per il tema
Il titolo del paper — Unwilling or Unable to Cheat? — risponde alla domanda: i contribuenti non evadono sul reddito certificato non perché siano più onesti, ma perché strutturalmente non possono. L'evasione non è un problema di volontà ma di opportunità strutturale.
🔗 Articolo (Econometrica)
K
Henrik J. Kleven
Professor of Economics — Princeton University
Third-Party InformationTax Compliance
«How Can Scandinavians Tax So Much?» — Journal of Economic Perspectives, 28(4), 77–98, 2014
p. 80 "The overall evasion rate in Denmark is extremely low (2.2 percent of income), because almost all income (about 95 percent) is subject to third-party information reporting where tax evasion is virtually nil. [...] The most recent tax compliance study by the US Internal Revenue Service estimates that the tax evasion rate is 56 percent for income with little or no information reporting, 8 percent for income with substantial information reporting, and 1 percent when there is both substantial information reporting and withholding."
Traduzione "Il tasso di evasione complessivo in Danimarca è estremamente basso (2,2% del reddito), perché quasi tutto il reddito (circa il 95%) è soggetto a third-party information reporting dove l'evasione è virtualmente nulla. [...] Lo studio IRS stima un tasso di evasione del 56% per redditi con scarsa rendicontazione, 8% con rendicontazione sostanziale, 1% quando esiste sia rendicontazione che ritenuta alla fonte."
p. 81 "The gradual transition from cash to credit card transactions may eventually eliminate most tax evasion even for self-employed individuals."
Traduzione "La graduale transizione dal contante alle transazioni con carta di credito potrebbe eventualmente eliminare la maggior parte dell'evasione fiscale anche per i lavoratori autonomi."
p. 82 — sulle «evasive jobs» "A hairdresser employed in a hair salon or a carpenter employed in construction can easily provide some of those services in return for cash outside the third-party reporting system to escape taxation. In general, such evasion will be feasible for labor-intensive services that can be provided by single workers [...] directly to consumers."
Traduzione "Un parrucchiere o un carpentiere possono facilmente fornire servizi in contanti al di fuori del sistema di rendicontazione per sfuggire alla tassazione. In generale, tale evasione è possibile per i servizi ad alta intensità di lavoro forniti direttamente ai consumatori."
Rilevanza per il tema
Kleven documenta che l'evasione non dipende dalla cultura ma dalla struttura degli incentivi. Identifica le evasive jobs come la principale area di evasione strutturale in tutti i paesi analizzati, indipendentemente dalla cultura fiscale.
📄 PDF gratuito (AEA)
K
Kleven · Kreiner · Saez
LSE — University of Copenhagen — UC Berkeley
Third-Party Information
«Why Can Modern Governments Tax So Much? An Agency Model of Firms as Fiscal Intermediaries» — Economica, 83(330), 219–246, 2016
p. 219 — Abstract "We show that the key to understanding the ability of modern governments to levy large taxes is the role of firms as fiscal intermediaries: firms act as withholding agents for taxes on labour and consumption, and firms provide third-party reports on the income of other agents."
Traduzione "Mostriamo che la chiave per comprendere la capacità dei governi moderni di riscuotere imposte elevate è il ruolo delle imprese come intermediari fiscali: le imprese agiscono come agenti di ritenuta e forniscono rendicontazioni di terze parti sui redditi di altri soggetti."
Rilevanza per il tema
Il modello teorico spiega perché il TPI funziona: non per deterrenza diretta ma perché rende strutturalmente impossibile la collusione bilaterale. Per occultare una transazione certificata da terzi, il contribuente dovrebbe coinvolgere molteplici soggetti — ciascuno potenziale whistleblower.
🔗 Articolo (Economica) 📄 Working Paper PDF
🔗 Il Last Mile Problem — dove il meccanismo si rompe
S
Joel Slemrod
David Bradford Distinguished University Professor — University of Michigan
Last MileTax Compliance
«Cheating Ourselves: The Economics of Tax Evasion» — Journal of Economic Perspectives, 21(1), 25–48, 2007
p. 28 — citato in Naritomi (2019), nota 5 "Slemrod (2007) refers to the enforcement problem at the final consumer stage as the 'Achilles heel' of administering a retail sales tax: if firms collude to underreport transactions, the self-enforcing mechanism can unravel, and may hinder tax collection across the entire chain."
Traduzione "Il problema di enforcement nella fase del consumatore finale è il 'tallone d'Achille' dell'amministrazione di un'imposta sulle vendite al dettaglio: se le imprese colludono per sottodichiarare le transazioni, il meccanismo di auto-enforcement può collassare e ostacolare la riscossione fiscale lungo l'intera catena."
«Tax Compliance and Enforcement» — Journal of Economic Literature, 57(4), 904–954, 2019
p. 9 "The value of p depends on the type of evasion considered. For example, in most countries, because of employer information reporting the probability of detection is close to one for unreported employee income. It is generally much lower, but increasing with the magnitude, for underreported self-employment income."
Traduzione "La probabilità di rilevazione è vicina all'unità per il reddito da lavoro dipendente non dichiarato, grazie alla rendicontazione del datore di lavoro. È generalmente molto più bassa per il reddito da lavoro autonomo sottodichiarato."
p. 12 "Frey (1997) argues that imposing more punitive enforcement policies may crowd out the 'intrinsic' motivation to comply by making people feel that they pay taxes because they have to, rather than because they want to."
Traduzione "Politiche di enforcement più punitive possono spiazzare la motivazione intrinseca a rispettare le norme, facendo sentire le persone come se pagassero le tasse perché devono, piuttosto che perché vogliono."
Rilevanza per il tema
Slemrod identifica il last mile problem nel 2007 e nel 2019 fornisce la formalizzazione matematica della probabilità di rilevazione. Identifica anche il rischio del crowding-out della compliance volontaria con politiche di enforcement eccessivamente coercitive.
📄 PDF gratuito (AEA 2007) 📄 Working Paper PDF (2019)
P
Dina Pomeranz
Associate Professor of Applied Microeconomics — Università di Zurigo
Last MileThird-Party Information
«No Taxation without Information: Deterrence and Self-Enforcement in the Value Added Tax» — American Economic Review, 105(8), 2539–2569, 2015
p. 7 "This mechanism breaks down at the final production stage, with sales to the final consumer, who has no incentive to ask for a receipt. There is therefore no 'self-enforcing' effect for final transactions."
Traduzione "Questo meccanismo si rompe nell'ultimo stadio produttivo, con le vendite al consumatore finale, che non ha alcun incentivo a richiedere la ricevuta. Non esiste quindi alcun effetto di 'auto-applicazione' per le transazioni finali."
p. 7 — nota 11 "For this reason, several countries have tried to increase the incentive for the final consumer, by introducing such measures as imposing fines for consumers who do not ask for a receipt, organizing lotteries with consumer receipt, allowing consumers to deduct a fraction of their VAT payments from their income tax, etc."
Traduzione "Per questa ragione, diversi paesi hanno tentato di aumentare l'incentivo per il consumatore finale introducendo misure quali: sanzioni ai consumatori che non richiedono la ricevuta, lotterie basate sulle ricevute fiscali, possibilità per i consumatori di detrarre una frazione dei loro pagamenti IVA dall'imposta sul reddito, ecc."
Rilevanza per il tema
Prima documentazione empirica rigorosa del last mile problem attraverso dati randomizzati in Cile. La risposta a una lettera di audit è 11 volte più forte nelle vendite finali rispetto alle vendite B2B. La nota 11 menziona già la possibilità di detrarre una quota dell'IVA dall'imposta sul reddito come possibile strumento di incentivo.
📄 Working Paper gratuito (NBER)
🛒 Gli incentivi al consumatore — evidenza empirica e rassegne
N
Joana Naritomi
Associate Professor & Deputy Dean — LSE School of Public Policy
Last MileConsumer Enforcement
«Consumers as Tax Auditors» — American Economic Review, 109(9), 3031–3072, 2019
p. 33 — Conclusioni "In the context of VAT systems, the results indicate that incentives to consumers can potentially help address the last-mile problem of the VAT, which is a well-known shortcoming of one of the most important and prevalent tax instruments in the world."
Traduzione "Nel contesto dei sistemi IVA, i risultati indicano che gli incentivi ai consumatori possono potenzialmente contribuire ad affrontare il last-mile problem dell'IVA, che è una ben nota debolezza strutturale di uno degli strumenti fiscali più importanti e diffusi al mondo."
p. 28 "Evaluating the relative effectiveness of different reward systems is an interesting avenue for future research."
Traduzione "Valutare l'efficacia relativa dei diversi sistemi di incentivo è un'interessante direzione per la ricerca futura."
Rilevanza per il tema
Studio del programma Nota Fiscal Paulista (São Paulo, 2007–2011): +21% fatturato dichiarato nel retail in 4 anni, +9,3% gettito netto. Il paper documenta due meccanismi di funzionamento — costi di collusione e minaccia di whistleblowing — e lascia aperta la questione dell'efficacia relativa dei diversi sistemi di incentivo.
📄 PDF gratuito (LSE STICERD)
N
Naritomi · Nyamdavaa · Campbell
LSE — Hitotsubashi University — University of Melbourne
Last MileConsumer Enforcement2025
«Enlisting Consumers in Tax Enforcement: A Policy Review» — National Tax Journal, 78(2), 487–512, 2025
Abstract "Over the past decade, governments worldwide have introduced incentive programs — often in the form of lottery prizes — to encourage consumers to help combat tax evasion. [...] This paper reviews the rationale behind these policies, documents variations in their design, and examines the conditions under which they can enhance compliance and raise revenue."
Traduzione "Nell'ultimo decennio, i governi di tutto il mondo hanno introdotto programmi di incentivo per incoraggiare i consumatori a contribuire al contrasto dell'evasione fiscale. [...] Questo paper esamina la logica alla base di queste politiche, ne documenta le variazioni di design e analizza le condizioni in cui possono migliorare la compliance e aumentare il gettito."
Sintesi IFS/TaxDev 2025 "Despite the recent surge in interest in such policies, their effectiveness in enhancing compliance hinges on preventing collusion between consumers and firms. [...] Firms that attempt to collude with their customers must share part of the evasion gains through discounts, diminishing the benefit."
Traduzione "Nonostante il recente aumento di interesse per queste politiche, la loro efficacia nel migliorare la compliance dipende dalla prevenzione della collusione tra consumatori e imprese. Le imprese che tentano di colludere con i clienti devono condividere parte dei guadagni dell'evasione attraverso sconti, riducendo il beneficio."
Rilevanza per il tema
La rassegna più aggiornata disponibile: 40 paesi, 40 anni di programmi di incentivo ai consumatori. Conferma che il problema centrale rimane la collusione tra imprese e consumatori e che nessuno dei sistemi esistenti lo risolve strutturalmente per via della struttura per singola transazione.
🔗 DOI (National Tax Journal) 📄 Open Access (LSE)
🇮🇹 La letteratura italiana sull'evasione fiscale

Il quadro degli studi nazionali

La letteratura accademica italiana sull'evasione fiscale si articola in due filoni principali. Il primo, di natura economico-quantitativa, ha sviluppato modelli di microsimulazione per stimare l'evasione IRPEF per categoria di contribuente utilizzando microdati amministrativi. Il secondo, di natura giuridico-tributaria, analizza il quadro normativo e le proposte di riforma istituzionale.

Entrambi i filoni convergono su un punto documentato: le riforme di tracciabilità introdotte negli ultimi anni hanno prodotto effetti significativi sul gap IVA ma non sul gap IRPEF da lavoro autonomo, che rimane strutturalmente elevato. Il tema del Third-Party Information reporting come framework teorico per interpretare l'evasione nei rapporti B2C non risulta trattato sistematicamente nella letteratura italiana. Il contributo più vicino a questa prospettiva è la nota di policy dell'Osservatorio CPI (Valdes, 2019), che analizza il meccanismo del contrasto di interessi tra compratore e venditore e ne identifica i limiti strutturali negli incentivi lineari per singola transazione.

V
Carlo Valdes
Osservatorio CPI — Università Cattolica del Sacro Cuore
Letteratura italianaIncentivi B2C
«Il contrasto di interessi per combattere l'evasione fiscale» — Nota di policy, Osservatorio CPI, 2019
Passaggio centrale "Finché esiste un gettito fiscale per lo Stato, consumatore e venditore possono trovare un accordo sul prezzo dell'operazione in nero conveniente per entrambi. L'unico modo per escludere qualunque accordo collusivo tra acquirente e venditore diventa quindi quello di offrire una detrazione talmente alta da generare una perdita netta, anziché un gettito, per lo Stato. Ma ciò equivarrebbe alla totale abolizione delle imposte."
Rilevanza per il tema
Il paper identifica il limite strutturale degli incentivi lineari per singola transazione nel contesto italiano: il confronto puntuale tra sconto e detrazione lascia sempre aperto lo spazio per la collusione. La questione di come superare questo limite rimane aperta.
📄 PDF gratuito (Osservatorio CPI)
B
Albarea · Bernasconi · Marenzi · Rizzi
Università Ca' Foscari di Venezia
Letteratura italianaMicrosimulazione
Modello BETAMOD — contributi 2015, 2020, 2022
Albarea et al. (2022) — Public Finance Review, 51(2) "Our simulations show that a flat-rate tax would barely reduce overall tax evasion in Italy under all the behavioral models considered, with redistributive effects that are relevant in any case."
Traduzione "Le nostre simulazioni mostrano che una flat-rate tax ridurrebbe appena l'evasione complessiva in Italia in tutti i modelli comportamentali considerati, con effetti redistributivi comunque rilevanti."
Rilevanza per il tema
Il modello BETAMOD è il principale strumento di microsimulazione fiscale per l'Italia, basato su microdati amministrativi dell'Agenzia delle Entrate. I risultati documentano che la semplificazione delle aliquote da sola non riduce l'evasione strutturale.
🔗 BETAMOD (2015) 🔗 Public Finance Review (2022)

Una possibile direzione di ricerca

La letteratura rassegnata in questa pagina identifica con precisione il problema: il meccanismo di Third-Party Information che garantisce compliance quasi totale nelle transazioni tra imprese si rompe all'ultimo anello, dove il consumatore finale non ha incentivi automatici a richiedere la certificazione della transazione. I programmi di incentivo ai consumatori documentati da Naritomi (2019) e sistematizzati nella rassegna di Naritomi et al. (2025) mostrano risultati positivi ma evidenziano un limite condiviso: operando su singola transazione, lasciano sempre aperta la possibilità di collusione attraverso sconti puntuali. Questa rimane, come Naritomi (2019, p. 28) scrive, un'"interesting avenue for future research".

La No Deduction Area, sviluppata indipendentemente da questa letteratura e pubblicata nel 2019, si propone come una possibile risposta a questa domanda aperta — perfettibile e migliorabile. L'ipotesi di fondo è che modificare la struttura temporale del confronto, passando da un incentivo per singola transazione a un meccanismo annuale cumulativo, possa rendere strutturalmente svantaggioso qualsiasi accordo informale puntuale. Se questa ipotesi fosse verificata empiricamente — ad esempio attraverso i modelli di microsimulazione disponibili per l'Italia — potrebbe rappresentare un contributo alla linea di ricerca identificata dalla letteratura internazionale.

La documentazione completa della proposta è disponibile su questo sito. Ogni commento critico, segnalazione di errori o confronto è benvenuto.