I dati reali della Relazione MEF 2024 e dell'ISTAT fotografano un sistema in cui quasi sette euro su dieci di imposta dovuta dai lavoratori autonomi non vengono mai versati. E il costo lo paga chi è onesto.
Prima di proporre una soluzione, è utile quantificare il problema. I dati sull'evasione fiscale in Italia sono rilevati annualmente da una Commissione indipendente istituita dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. I risultati più recenti, relativi all'anno 2022, sono stati pubblicati nell'ottobre 2024.
Il dato più rilevante è la propensione all'evasione per categoria di reddito: mentre il lavoro dipendente è quasi integralmente tracciato (l'imposta è trattenuta alla fonte), il lavoro autonomo e la piccola impresa mostrano tassi di evasione elevatissimi.
Quasi sette euro su dieci di imposta dovuta dai lavoratori autonomi non vengono mai versati. Non si tratta di grandi evasori — si tratta del medico privato, del parrucchiere, dell'idraulico, del ristorante: i servizi con cui ogni cittadino ha a che fare ogni giorno.
Il costo di questa evasione non è astratto. I 90 miliardi mancanti vengono compensati in due modi: tagliando la qualità dei servizi pubblici, oppure aumentando le imposte su chi già le paga. Chi è onesto paga anche per chi non lo è. Il costo pro-capite per ogni contribuente onesto supera i 2.500 euro l'anno.